L’accenno agli aspetti botanici del caffè è elemento indispensabile per meglio comprendere la diversità fra una specie e l’altra. Per quanto concerne poi i diversi luoghi d’origine, è tale l’offerta che è estremamente complessa una esamina dettagliata di ciascuno. Ci si limiterà a quelli principali, osservando di ciascuno gli elementi essenziali. Così, in Nord America abbiamo la piccola produzione messicana, mentre nell’America centrale potremmo trovare la produzione della Colombia, del Costa Rica, di El Salvador, del Guatemala e via elencando.In Sud America, invece, è appannaggio del grande Brasile, principale paese coltivatore mondiale. Poi l’Asia con il Vietnam, l’India, l’Indonesia e altri ancora. Infine, in Africa troveremo il Congo, la Costa d’Avorio, l’Etiopia, il Kenya, la Tanzania, l’Uganda e via elencando. In ognuno di questi luoghi si producono più tipologie di caffè, suddivise a seconda delle loro selezioni e caratteristiche.
Con ciò, è intuibile la complessità nella preparazione di una miscela di caffè che avviene mescolando più provenienze diverse, con la possibilità di effettuare un numero illimitato di combinazioni che daranno apporti sensoriali decisamente unici e differenti gli uni dagli altri. Ed ecco allora che sta nelle conoscenze tenute segrete dagli addetti alla preparazione delle miscele di caffè, tramandate con estrema riservatezza, conservare gelosamente le ricette sperimentate e di maggior successo sul consumatore. Naturalmente è comprensibile come sia sufficiente una piccola aggiunta o sottrazione di una tipologia piuttosto che un’altra per far mutare completamente la resa gustativa finale. L’apparente semplicità di miscelazione e tostatura, nella realtà diventano operazioni piuttosto complesse. Per capirci, non è possibile improvvisare l’arte del tostatore.